08 December 2011

Giuseppe Stampone, Grettings from New Orleans, 2011


Giuseppe Stampone / Artista legato all'essenza rinascimentale del disegno e, contemporaneamente, ad un necessario utilizzo dei new media, Giuseppe Stampone (nato a Cluses, in Francia, nel 1973 / lavora tra Milano, New York e Ouagadougou) ha costruito un itinerario estetico di natura relazionale legato ai principi della didattica, con particolare attenzione a problematiche sociali ed ambientali. Acquerelli per non sprecare la vita (che ha visto la partecipazione di 10000 bambini), Il perché dell'H2O (esteso in 30 paesi del mondo in collaborazione con il Progetto Mondo MLAL) e il network Solstizio (un programma artistico finanziato dalla Commissione Europea che si estende in Italia, Polonia, Croazia e Burkina Faso), sono alcuni esempi di questo suo impegno etico ed estetico confluito, oggi, nel progetto Global Education (2010). Un impegno che si avvalora dell'assidua collaborazione con due grandi istituzioni – lo IULM di Milano e con il MCLuhan Program in Culture and Technology di Toronto – e con alcuni studiosi di mediologia tra cui Alberto Abruzzese e Derrick de Kerchkove.
Stampone coniuga in questo modo, sotto un stesso itinerario linguistico, tecniche e materiali di diversa estrazione e natura per dar vita ad una serie di progetti planetari che integrano alcuni modelli educativi utili a ripensare la formazione (in quanto dare forma) e l'istruzione per costruire un discorso relazionale utile ad intrecciare le storie dell'umanità e a mostrare il piano culturale, economico e politico della civiltà contemporanea.
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Gretting for New Orleans / L'assenza, il silenzio, la metamorfosi continua delle cose. Il passaggio dalla vita a quello che vita non è. Utilizzando il modello biologico come contesto e pretesto privilegiato per la realizzazione dell'opera, Giuseppe Stampone addiziona, in questo caso, un ulteriore tassello ad un progetto, Global Education, che, avviato nel 2010, non cessa di sorprendere. Dopo lo step di Stella Cadente (organizzato in occasione di Artissima #18 – Torino), un'opera calibrata sul concetto di responsabilità planetaria, Stampone interroga il tempo e le sue varie declinazioni attuali per dar vita ad un nuovo, esuberante programma visivo che mette in gioco il pensiero collettivo per costruire le basi di una nuova inedita liberà comunicativa.
Gretting for New Orleans, 23 moduli realizzati con penna bic su carta e l'invio di 10000 cartoline disseminate su tutto il territorio mondiale, è difatti un progetto sul tempo che dal reale volge lo sguardo verso il neodimensionale (con la realizzazione di una piattaforma interattiva). Un tempo che non solo attraversa l'arte – il suo procedimento, il suo farsi, disfarsi e rifarsi – ma anche il mondo della vita e dei mille significati che la riguardano.
Attraverso simboli e metafore serrate, Stampone richiama alla memoria il cataclisma del 29 agosto 2005 che ha colpito la principale città dello stato della Louisiana (nata sulle rive del fiume Mississippi, a circa 160km dal Golfo del Messico), per costruire un discorso sul genius loci e sulle maglie imprevedibili della storia.
Damien Hirst (lettera H) associato alla formula chimica dell'H2O, l'autoritratto di Cattelan (lettera L) che sbuca dal pavimento o l'immagine di Nelson Mandela (lettera B) dalla cui fronte si erge la scritta Global Education. Sono alcuni dei moduli che compongono l'installazione a parete. Un'installazione munita di alcune tags (che permettono al fruitore di collegarsi con una serie di interviste, rilasciate all'artista da un signore del luogo) attraverso le quali è possibile ascoltare la storia di cose e case la cui unica traccia è un numero civico. Se nel lavoro Saluti da L'Aquila (2010) l’artista ha evidenziato l'immobilità e l'incuria istituzionali nei confronti del terremoto che ha devastato il territorio abruzzese, Gretting for New Orleans mostra (dopo la furia dell'uragano Katrina) l'assenza brutale, l'assoluto distacco e abbandono silenzioso di un territorio. Riappropriandosi della storia, Giuseppe Stampone evidenzia, così, attraverso precise, puntuali ed elegantissime cinture artistiche, l'urgenza di recuperare la corsa degli eventi, di sottrarre il rumore e l'inciviltà al mondo, di crea una necessaria isola riflessiva – pedagogica e androgica – attraverso la quale ripensare e rimodellare il mondo, il suo continuo mutare.

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