Giuseppe Stampone / Artista legato all'essenza rinascimentale del disegno e, contemporaneamente, ad un necessario utilizzo dei new media, Giuseppe Stampone (nato a Cluses, in Francia, nel 1973 / lavora tra Milano, New York e Ouagadougou) ha costruito un itinerario estetico di natura relazionale legato ai principi della didattica, con particolare attenzione a problematiche sociali ed ambientali. Acquerelli per non sprecare la vita (che ha visto la partecipazione di 10000 bambini), Il perché dell'H2O (esteso in 30 paesi del mondo in collaborazione con il Progetto Mondo MLAL) e il network Solstizio (un programma artistico finanziato dalla Commissione Europea che si estende in Italia, Polonia, Croazia e Burkina Faso), sono alcuni esempi di questo suo impegno etico ed estetico confluito, oggi, nel progetto Global Education (2010). Un impegno che si avvalora dell'assidua collaborazione con due grandi istituzioni – lo IULM di Milano e con il MCLuhan Program in Culture and Technology di Toronto – e con alcuni studiosi di mediologia tra cui Alberto Abruzzese e Derrick de Kerchkove.
Stampone
coniuga in questo modo, sotto un stesso itinerario linguistico,
tecniche e materiali di diversa estrazione e natura per dar vita ad
una serie di progetti planetari che integrano alcuni modelli
educativi utili a ripensare la formazione
(in quanto dare forma)
e l'istruzione per costruire un discorso relazionale utile ad
intrecciare le storie dell'umanità e a mostrare il piano culturale,
economico e politico della civiltà contemporanea.
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Gretting
for New Orleans /
L'assenza, il silenzio, la metamorfosi continua delle cose. Il
passaggio dalla vita a quello che vita non è. Utilizzando il modello
biologico come contesto e pretesto privilegiato per la realizzazione
dell'opera, Giuseppe Stampone addiziona, in questo caso, un ulteriore
tassello ad un progetto, Global
Education, che,
avviato nel 2010, non cessa di sorprendere. Dopo lo step
di Stella Cadente
(organizzato in occasione di Artissima #18 – Torino), un'opera
calibrata sul concetto di responsabilità
planetaria, Stampone
interroga il tempo e le sue varie declinazioni attuali per dar vita
ad un nuovo, esuberante programma visivo che mette in gioco il
pensiero collettivo per costruire le basi di una nuova inedita liberà
comunicativa.
Gretting
for New Orleans, 23
moduli realizzati con penna bic su carta e l'invio di 10000 cartoline
disseminate su tutto il territorio mondiale, è difatti un progetto
sul tempo che dal reale volge lo sguardo verso il neodimensionale
(con la realizzazione di una piattaforma interattiva). Un tempo che
non solo attraversa l'arte – il suo procedimento, il suo farsi,
disfarsi e rifarsi
– ma anche il mondo della vita e dei mille significati che la
riguardano.
Attraverso
simboli e metafore serrate, Stampone richiama alla memoria il
cataclisma del 29 agosto 2005 che ha colpito la principale città
dello
stato della
Louisiana (nata sulle rive del fiume Mississippi, a circa 160km dal
Golfo del Messico), per costruire un discorso sul genius
loci e sulle maglie
imprevedibili della storia.
Damien
Hirst (lettera H) associato alla formula chimica dell'H2O,
l'autoritratto di Cattelan (lettera L) che sbuca dal pavimento o
l'immagine di Nelson Mandela (lettera B) dalla cui fronte si erge la
scritta Global
Education. Sono
alcuni dei moduli che compongono l'installazione a parete.
Un'installazione munita di alcune tags
(che permettono al fruitore di collegarsi con una serie di
interviste, rilasciate all'artista da un signore del luogo)
attraverso le quali è possibile ascoltare la storia di cose e case
la cui unica traccia è un numero civico. Se nel lavoro Saluti
da L'Aquila
(2010) l’artista ha evidenziato l'immobilità e l'incuria
istituzionali nei confronti del terremoto che ha devastato il
territorio abruzzese, Gretting
for New Orleans
mostra (dopo la furia dell'uragano Katrina) l'assenza brutale,
l'assoluto distacco e abbandono silenzioso di un territorio.
Riappropriandosi della storia, Giuseppe Stampone evidenzia, così,
attraverso precise, puntuali ed elegantissime cinture artistiche,
l'urgenza di recuperare la corsa degli eventi, di sottrarre il rumore
e l'inciviltà al mondo, di crea una necessaria isola riflessiva –
pedagogica
e androgica
– attraverso la quale ripensare e rimodellare il mondo, il suo
continuo mutare.
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