SHOWTIME/2
a cura di Antonello Tolve
ZAK PROJECT SPACE MONTERIGGIONI - Stand/B11 - c/o Torino LE NUOVE, via P. Borsellino 3, (TO)
3/6 novembre 2011
Artisti in mostra – Alessandro Brighetti / Ciro Fundarò / Pierpaolo Lista / Giulia Palombino / Marco Maria Giuseppe Scifo
Fuggitiva, contingente, effimera, la mostra d'arte contemporanea è arena d'intrattenimento, momento di festa per l'arte e per tutto un popolo intellettuale che decide di partecipare ad un racconto in cui riflessione, progettazione e costruzione si incontrano per tessere una trama relazionale tra l'arte la critica e la curatela; l'opera, lo spazio e il pubblico.
Ambito di promozione e di dibattito costruttivo Show Time vuole porre in rilievo l'importanza della mostra in quanto intervento collettivo, composizione plurale in cui critico e artista si incontrano per intavolare nuovamente, alle soglie del secondo decennio del XXI secolo, un discorso teorico, un intrattenimento felice sull'arte, sulle sue destinazioni e sulle sue collocazioni attuali.
Show Time è, dunque, una mostra in cui il tempo dell'arte e il tempo dell'esposizione – in quanto provvisorio pensiero visivo – si intersecano per dar luogo ad un appuntamento che elogia un calibro artistico teso a riconquistare l'incanto della fruizione e della purezza immaginifica mediante opere che recuperano la durata da angolazioni differenti e con differenti brani linguistici.
Se da una parte Pierpaolo Lista (1977) crea pitture specchianti che cercano lo spettatore per innescare un processo temporale di natura contemplativa e riflessiva con lo scopo di far entrare il fruitore nell’opera, dall'altra Ciro Fundarò (1977) ristabilisce un rapporto con la superficie fotografica pianificando dei tagli indicativi, dei ritmi visivi efficaci a terremotare e ripensare l’immagine del mondo da un nuovo punto di vista logistico. A sua volta Alessandro Brighetti (1978) propone dei lavori cinetici che disegnano scenari postorganici, incanti liquidi tesi a riconsiderare la materia e ad inserirla in un intrigante divenire delle cose e delle forme. Marco Maria Giuseppe Scifo (1977) struttura, dal canto suo, un discorso sull'ecologia della storia con una serie di lavori che riconsiderano tecniche e materiali per intavolare un discorso sulla leggerezza e, talvolta, sulla fragilità. Scandito da un ritmo gustosamente surreale, il video di Giulia Palombino (1985), accompagnato da una serie di disegni, buca lo sguardo dello spettatore e lo inchioda, infine, ad un tempo dilatato e sovrastorico.
CON LA CULTURA NON SI MANGIA
a cura di Gaia Pasi
ZAK PROJECT SPACE MONTERIGGIONI - Stand/B11 - c/o Torino LE NUOVE, via P. Borsellino 3, (TO)
Giovedì 3 novembre ore 22:00 STAND B/11
PERFORMANCE: PAOLO ANGELOSANTO - OPIEMME: Thursday 3 november h. 10 pm
Zak Project Space Castello Monteriggioni (SI), partecipa con la Performance CON LA CULTURA NON SI MANGIA alla prima edizione di the Others Torino c/o Le Nuove via Paolo Borsellino 3 (TO). Il progetto a cura di Gaia Pasi vuole porre l’attenzione sull’attuale situazione culturale italiana, ma sopratutto suscitare una riflessione partecipata e fornire un punto di vista se non una denuncia concreta al caos, al degrado etico ed estetico imperanti nel nostro paese riscontrabili anche nel padiglione italiano alla 54 edizione della Biennale di Venezia.
CON LA CULTURA NON SI MANGIA, non è soltanto la frase che ha fatto rabbrividire le avanguardie culturali del nostro paese rendendolo tristemente noto alla cronaca artistica planetaria, né esclusivamente il titolo del progetto presentato da Gaia Pasi. CON LA CULTURA NON SI MANGIA (2011) sono anche i due lavori site specific dello stand: una nuova performance di Paolo Angelosanto e il contenuto della scritta che l’artista OPIEMME (1979) apporrà sul muro esterno dello stand: dalla visualizzazione fugace o a distanza di quest’opera si evince chiaramente il dictatus tremontiano, ma in una visione ravvicinata della stessa si scopre che ogni singola lettera è composta d’aforismi, riflessioni, frasi più e meno poetiche, lapidarie o compiute, attinenti alla contemporaneità a tutto tondo.
Questo lavoro fornisce lo sfondo alla performance di Paolo Angelosanto (1971) il quale dietro un banco riceverà il pubblico, servendo una sorpresa all’interno di una serigrafia realizzata su carta paglia formato A/3, tirate a 15 copie vendute alla cifra simbolica di 50 euro c.u. e rese uniche da particolari significativi e dall’interazione ultima del fruitore che manipolando la carta, interagirà con l'opera in maniera fondamentale, determinandone l'unicità.

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