![]() |
| Senza parole... |
28 February 2012
27 February 2012
We saw nothing but the uniform blue of the Sky
Galleria Tiziana Di Caro is delighted to announce the second solo exhibition of the works by Damir Ocko (Zagreb, 1977) titled We saw nothing but the uniform blue of the Sky, opening Friday 2 March 2012, at 19.00.
The exhibition revolves around We saw nothing but the uniform blue of the Sky, Ocko’s latest video, shot in 2011 in Dublin during his Paths Crossing production and research residency at Temple Bar Gallery + Studios. They were looking at the squid. They were not looking at anything. They saw nothing, they looked at nothing. They don't know how to look. (Sea Gypsy explaining to CBS reporter how come his people survived the 2004 tsunami and Burmese boatmen did not.)
The man whose reading has been severely affected by the fact he has a speaking dysfunction: stammering, delivers the poem with an extraordinary effort. His effort of pronouncing words and sentences (exhaustingly rehearsed for weeks) not only provide the main conceptual and esthetical frame for the whole work, but also emphasizes the acoustics of words and their meaning: to say poetical and political weight of the vocalized word.
Furthermore, film has been divided into two separate sections: black and white scenes that follow seemingly unrelated characters and events on the beach, like playful dogs, people walking, or kite surfing; while the yellow scenes (result of the use of the low pressure sodium lights instead the standard film lights) depict the more abstract interplay of three methods of signaling: light, smoke and sounds. Yellow scenes therefore hold the visual and acoustic sirens, precisely composed for the group of woodwinds (played by over-blowing the air rather then producing clear tones) and electronics, reflecting the structures and textures of the vocal effort.
The video We saw nothing but the uniform blue of the Sky is running for the T-HT Award, issued by the Museum of Contemporary Art of Zagreb.
Damir Ocko was born 1977 in Zagreb (Croatia), where he studied at the Academy of Fine Arts. Solo exhibitions: 2011, On Ulterior Scale, Kunsthalle Düsseldorf (Germany); 26th Music Biennale, Zagreb (Croatia) – 2010, Event Horizon, Kunstverein Leipzig, Leipzig (Germany), The Age of Happiness, Galleria Tiziana Di Caro, Salerno (Italy), Screening Room, Blumen, Leipzig (Germany). Group exhibitions: 2012, T-HT award, Museum of Contemporary Art Zagreb, Zagreb (Croatia); 2011, Cities - visionary places, Torrance Art Museum, Los Angeles (USA); After the Crash, Museo Orto Botanico, Rome (Italy); Jour de Fête, Private Art Space Gallery, Barcelona (Spain); Picture of Sound, Lazareti, Dubrovnik / Museum of Contemporary Art, Zagreb (Croatia); Mit Seife und Gabeln, Kunstraum Kreunzlingen (Germany). His films where recently screened at the Southern Panoramas, 17th International Contemporary Art Festival SESC_Videobrasil, Sao Paulo (Brazil), at the 98 WEEKS Project Space (Beirut), Sogn og Fjordane Kunstmuseum and Nordic Art Center Dale in Norway, at the Haus der Kulturen der Welt, in Berlin, at the Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia in Madrid and at the Galerie Nationale du Jeu de Paume, Paris. Damir Ocko was granted resident fellowships from: Kunsthalle Krems, Krems an der Donau (Austria), Temple Bar Gallery and Studios, Dublin (Ireland), Nordic Art Center Dale (Norway), Künstlerresidenz Blumen, Leipzig (Germany).
For further information:
Vincenzo Luca Forte
press@tizianadicaro.it
+393289136011
26 February 2012
Negli occhi di Degas
Mi sembra che oggi, se si vuol fare arte seriamente e ritagliarsi un angolino originale, o quanto meno preservare la più innocente delle personalità, occorre nuovamente immergersi nella solitudine. Troppi i pettegolezzi, i dipinti si direbbero eseguiti come le quotazioni in Borsa, in virtù di conflitti tra persone avide di guadagnare, quasi che per qualunque cosa si abbia bisogno, per così dire, della mente e delle idee del proprio vicino, così come, per vincere al gioco, le persone d'affari hanno necessità di capitali. Un simile commercio eccita la mente e distorce il giudizio.
Edgar Degas, dal Taccuino n. 8 utilizzato a Roma tra ottobre 1856 e luglio 1857.
25 February 2012
Qualcosa di cui sparlare... 3 sms del 4890899 (TimSpot)
Mentre vengono "Uccisi due consiglieri Usa a Kabul" e "Continuano" le "proteste dopo il rogo di copie del Corano in una base americana" che, ad oggi, ha provocato ben "28 morti" (sms1), "Milly Carlucci" sogna "Bruno Vespa come concorrente a Ballando con le stelle" perché, ed è una notizia esclusiva, Vespa "è un ottimo ballerino nel privato" (sms2). Frattanto tutto scorre tranquillamente tra i canali della comunicazione e le ultimissime del "Processo Mills" vedono "Silvio Berlusconi prosciolto per prescrizione dai giudici del tribunale di Milano" (sms3).
![]() |
| Senza parole... |
22 February 2012
Le Crime parfait de Baudrillard
19 February 2012
PALETTI / DOMINUS - Raccontami di te...
Pietro Paletti!
Altro che Festival di Sanremo...
18 February 2012
THAT IS THE (NEW) QUESTION...
![]() | |
| Alfredo Jaar, Questions Questions / Domande Domande, progetto pubblico organizzato per la Città di Milano in occasione dell'antologica Itisdifficul, Spazio Oberdan, 09/12/2008-25/01/2009. |
To be, or not to be: that is the question:
Whether 'tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing end them? To die: to sleep;
No more; and by a sleep to say we end
The heart-ache and the thousand natural shocks
That flesh is heir to, 'tis a consummation
Devoutly to be wish'd. To die, to sleep;
To sleep: perchance to dream: ay, there's the rub;
For in that sleep of death what dreams may come
When we have shuffled off this mortal coil,
Must give us pause: there's the respect
That makes calamity of so long life;
For who would bear the whips and scorns of time,
The oppressor's wrong, the proud man's contumely,
The pangs of despised love, the law's delay,
The insolence of office and the spurns
That patient merit of the unworthy takes,
When he himself might his quietus make
With a bare bodkin? who would fardels bear,
To grunt and sweat under a weary life,
But that the dread of something after death,
The undiscover'd country from whose bourn
No traveller returns, puzzles the will
And makes us rather bear those ills we have
Than fly to others that we know not of?
Thus conscience does make cowards of us all;
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o'er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pith and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action. - Soft you now!
The fair Ophelia! Nymph, in thy orisons
Be all my sins remember'd.
17 February 2012
Ai Weiwei, sulla via della libertà
(...). I crimini totalitari cominciano con il negare il valore individuale della vita, cancellare la realtà e rifiutare la responsabilità. Ciò equivale a dire che la vita è insignificante, che non vale niente, che non c’è speranza. Questo è assurdo! Al di là di voi stessi, e dei vostri giorni né troppo lunghi né troppo corti, non esiste altro futuro. Questo è tutto ciò che avete, non ci sarà alcuna vita migliore. Che il mondo sia caldo o gelido, le sue radici affondano nell’indifferenza. Questo è il mondo in cui vivete, un mondo in cui la vita di ciascuno non vale nemmeno abbastanza da menzionarla, eppure spuntano eroi da tutte le parti. Suscitano entusiasmo con l’amore, blandiscono con la morale, e ostentano la loro sfrontatezza, il tutto per perpetuare una leggenda. Questo è un mondo falso, senza giustizia, ben disposto verso l’ignoranza e l’avidità di una piccola minoranza e basato sull’inganno e sui guadagni illeciti.
Ai Weiwei, post del 21 giugno 2008
Suso Basterrechea. El burro y el conejo
![]() |
| www.galeriametro.com |
![]() |
| Suso Basterrechea, Sin título, 2011 media mixta sobre papel, dimensions cm 110x75 Galería METRO, Rua Nova, 24 - Santiago de Compostela / 15704 (Spain). |
12 February 2012
05 February 2012
L'Italia siamo noi...
L'Italia siamo noi. Siamo noi minatori. Siamo noi operai. Siamo noi farmacisti. Siamo noi giornalisti e scrittori. Siamo noi elettricisti. Siamo noi carpentieri e muratori. Siamo noi idraulici e insegnanti. Siamo noi lavoratori che costruiscono le basi di una "Repubblica democratica, fondata sul lavoro", sulla comunità, sull'onestà. Riprendiamoci la nostra Italia. Riprendiamoci i nostri diritti e i nostri doveri. Riprendiamoci la nostra libertà. Basta con questi soprusi. Togliamo il potere ai colletti bianchi che decidono con il nostro futuro, ai parassiti che si nutrono dei nostri voti e dei nostri soldi. Ai dirigenti e ai baroni che ci dicono che un lavoro a tempo indeterminato è una cosa "monotona" (quando i loro figli sono tutti ricercatori o associati universitari con stipendio assicurato). Agli intoccabili che usufruiscono di "immunità". Ai veri ladri patentati che giocano con le nostre vite. A tutti i senatori a vita. A tutti coloro che rubano 13 milioni di euro dai conti del partito e a coloro che organizzano festini con escort minorenni. A questi antiitaliani (anticostituzionali) che ci rubano la parola e pensano esclusivamente ad un tornaconto personale.
Riprendiamoci la nostra Costituzione. Organizziamoci, Indignamoci, Agitiamoci e scendiamo in piazza contro questa classe politica che disonora la nostra nazione e calpesta la nostra intelligenza.
Riprendiamoci la nostra Costituzione. Organizziamoci, Indignamoci, Agitiamoci e scendiamo in piazza contro questa classe politica che disonora la nostra nazione e calpesta la nostra intelligenza.
***_________________________________________________________***
La Costituzione della Repubblica Italiana
Principi fondamentali
| (Un ricordo lontano?) | |
Art. 1 / L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 2 / La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Art. 3 / Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 4 / La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Art. 5 / La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento. Art. 6 / La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Art.7 / Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. Art. 8 / Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Art. 9 / La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Art. 10 / L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. Art. 11 / L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Art. 12 / La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
03 February 2012
Subscribe to:
Comments (Atom)











http://www.quadernidaltritempi.eu/rivista/numero36/index.htm