Una città "tormentata, con le sue contraddizioni e cicatrici, costituisce tuttavia
un unicum che va oltre, dove i reciproci influssi fra Est ed Ovest, fra
Oriente ed Occidente, creano un mosaico dalle mille sfumature".
Jovan Divjak, Sarajevo mon amour
prefazione di Paolo Rumiz, traduzione di Gianluca Paciucci
Infinito edizioni, Formigine (Modena)
«Vivo da 40 anni nello stesso quartiere, a Sarajevo, a due passi da
un’antica chiesa ortodossa e da una moschea del XVI secolo. E salendo
appena, da casa mia, raggiungo il seminario cattolico. Prima della
guerra, quest’armonia, nata dalla differenza, si ritrovava nella vita
d’ogni giorno… Sarajevo m’ha aperto gli occhi. Ero stupito nel vedere
una città così ricca di grandi qualità umane, soprattutto la tolleranza e
la generosità».


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