22 May 2012

Antonia Carrara, ovvero le sette opere di traduzione


Le sette opere di traduzione messe in campo da Antonia Carrara (Roma, 1982) per la sua prima personale negli spazi della Galleria Tiziana Di Caro si pongono come una scelta necessaria a costruire un percorso compositivo obliquo che scandisce il racconto mediante stratagemmi linguistici vari e variegati.

Antonia Carrara, Thomas, 2012, exhibition view, Galleria Tiziana Di Caro (Salerno)


Un lavoro di traduzione, di traslazione, di relazione (il segno è sempre relazionale ha suggerito Peirce) e di citazione. Ma anche di scavo e di camaleontismo. Il lavoro messo in campo da Antonia Carrara (Roma, 1984) con la sua prima personale negli spazi della Galleria Tiziana Di Caro schiude un percorso che se da una parte mette in campo il problema del significato in termini di ritrattazione e di interpretazione dall'altra elabora una riflessione pungente sulla traduzione, consapevole che tradurre significa condurre al di , far passare e, contemporaneamente, tradire, ovvero consegnare sempre qualcosa di diverso.
Nata sotto la stella maestra di una citazione deviatatutti i titoli delle opere in mostra sono tratti da un racconto, Das Schweigen der Sirenen (1917), di Franz KafkaThomas (questo il titolo scelto per indicare un nomeun luogocomune che certifica l'anonimato e nello stesso tempo accentua l'importanza di chiamarsi Thomas) è territorio di verifica, spazio utile a scandire e riscandire – fare e rifare – il racconto mediante stratagemmi linguistici vari e variegati.
cartanly not. Against, Proof that inadequate, all traveles, a sort of shield, little resources he sailed, to retainas long as they could e unheard around him. Sono i titoli delle 7 opere di traduzione (tutte del 2012). Di 7 articolazioni linguistiche e di 7 metamorfosi. Di un metodo interpretativo-conoscitivo che trova nella proairesi dello scarto il nucleo e il grumo di un discorso (di un metadiscorso) che, come nell'albero delle decisioni di Levý comporta un percorso, uno scambio, un risultato differente, la magia che trasforma qualcosa in qualcosa d'assolutamente autre.

Antonia Carrara, Thomas, 2012, exhibition view, Galleria Tiziana Di Caro (Salerno)

Antonia Carrara, Thomas, 2012, exhibition view, Galleria Tiziana Di Caro (Salerno)

Antonia Carrara, Thomas, 2012, exhibition view, Galleria Tiziana Di Caro (Salerno)

Antonia Carrara, Thomas, 2012, exhibition view, Galleria Tiziana Di Caro (Salerno)

21 May 2012

GIUSEPPE STAMPONE / GLOBAL EDUCATION

Giuseppe Stampone
Global Education

a cura di Giacinto di Pietrantonio
Inaugurazione / 19 Maggio 2012 / 18.30
21 Maggio – 31 Luglio, 2012 / lun-ven / 16-19 su appuntamento
prometeogallery di Ida Pisani / Ex Chiesa San Matteo, Piazza San Matteo 3, 55100 Lucca


Prometeogallery è lieta di presentare la nuova personale di Giuseppe Stampone presso lo scenario suggestivo dell’Ex Chiesa San Matteo a Lucca. La mostra è incentrata sul progetto della Global Education, che concettualmente nasce nel 2001, considerato un anno spartiacque, quando l’artista prende coscienza del fatto che se prima al centro, almeno ad un livello di opinione pubblica più comune, vi era l’Occidente, da quel momento in poi il mondo diventa in modo più drastico e immediato globale. Da allora ogni azione comporta una contro reazione a livello, appunto, globale.
La mostra, in particolare, è connotata da un filo rosso che evidenzia il passaggio dalla parola parlata a quella scritta fino ancora all’esperienza interattiva. Dall’invenzione di Gutenberg, il concetto di educazione era basato sul fatto che ad ogni lettera corrispondesse una parola che a sua volta rimandasse ad un’immagine, laddove il passaggio dalla parola parlata a quella scritta avveniva per mezzo dell’Abbecedario. La riflessione di Stampone parte dalla considerazione che tale forma di educazione sia intrinsecamente connotata da una volontà politica di tipo coercitivo, quindi un’educazione imposta dall’alto, occidentalocentrica e avulsa dalla realtà esperienziale. Al contrario, la Global Education si basa sull’esperienza di ogni essere umano. Non a caso, l’artista riprende delle immagini popolari immediatamente riconoscibili alle quali vengono attribuiti nuovi significati. Simboli rassicuranti, iconografie onnipresenti nell’immaginario più comune, che soddisfano le aspettative del consumatore-tipo, vengono quindi rivisitate attraverso un punto di vista critico ed ironico, destabilizzando così il punto di vista dello spettatore. Dalla manualità rinascimentale alla mentalità neodimensionale ed interattiva: è questo l’intento di Stampone, mettere in scena tale passaggio della forma mentis dell’uomo, che passa da essere al centro della collettività al centro della connettività digitale ma anche esperienziale ed emozionale.
Nello specifico la mostra comprende 24 quadri ad olio che ritraggono i più noti dittatori della storia dell’umanità e 24 disegni a penna bic rossa e blu, che riprendono invece i simboli e la comunicazione che in vario modo li riguardano. Questi ultimi disegni, che rivelano le iconografie delle riviste del tempo, comporranno quindi una sorta di archivio storico. In mostra è presente anche un tavolo su cui sono esposte 100.000 cartoline, disponibili per il pubblico, con le immagini di tutti gi Abbecedari che l’artista ha prodotto, da Yes, we can a Bye Bye Ai Weiwei, da Hasta la victoria siempre a Greetings from New Orleans. Infine sarà esposta una mappa del mondo interattiva, dotata di tag digitali, prodotta dall’insieme di diverse esperienze emozionali. Non da ultimo, la mostra sarà un’occasione per la realizzazione di laboratori didattici sulla Global Education, in collaborazione con alcune scuole di Lucca, nei quali i ragazzi produrranno delle lettere per la mappatura di un atlante delle emozioni.

Giuseppe Stampone (Cluses, Francia, 1973) vive e lavora tra Teramo e New York. Ha esposto in prestigiosi musei come il Macro (Museo d’Arte Contemporanea) di Roma e la Gamec (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) di Bergamo. Ha vinto il Premio Maretti 2011 e il suo lavoro è presentato alla XI Biennale de L’Havana – Cuba. Ha partecipato alla Biennale di Gwangiu nel 2012 e alla Biennale di Liverpool nel 2010. Da alcuni anni porta avanti il progetto Solsitizio, finanziato dall’Unione Europea, in collaborazione con istituzioni, associazioni, Ong, artisti, curatori, critici e altre

16 May 2012

Marco Izzolino, Grammatica dell'espressione visiva


http://www.undo.net/it/my/gdev

PRIMADITUTTO

Dopo aver ultimato una ricerca durata 5 anni che si è concretizzata in un saggio dal titolo "Alfabetizzazione visiva" (in corso di pubblicazione), mi accingo a cominciare un nuovo progetto di ricerca, del quale, però, stavolta gli utenti della rete potranno seguire costantemente i progressi, attraverso gli strumenti messimi a disposizione da UnDo.Net.
Oltre a leggere i progressi della ricerca, gli utenti potranno intervenire, arricchendo, commentando o criticando (se lo riterranno opportuno) il lavoro svolto, in maniera tale che fin dall'inizio esso risulti il frutto di una collaborazione collettiva.

Questo nuovo progetto si intitola "Grammatica dell'espressione visiva" ed è ovviamente una diretta conseguenza del mio saggio già concluso. Per parlarvene dunque dovrò innanzi tutto accennare ad alcuni argomenti trattati in "Alfabetizzazione visiva" per giungere poi a descrivere di che cosa si tratterà in questa sede.

Prima di tutto, però, vorrei chiarire il motivo per cui è nata questa collaborazione con UnDo.Net: perché internet e perché questa piattaforma per descrivere la grammatica dell'espressione visiva?
Internet perché è il medium che consente attualmente di diffondere conoscenza al più ampio numero di persone possibile, e che permette, tra l'altro, ad esse di interagire tra di loro.
Nessuno può considerarsi il massimo esperto di un argomento che è oggetto di studio, neppure se ci ha dedicato anni di duro lavoro; vi possono essere in circolazione altri studiosi che pure hanno dedicato alla stessa materia attenzione ed interesse; internet è l'unico mezzo attraverso il quale queste persone possano incontrarsi nel momento stesso in cui le loro ricerche sono in corso, e non solo a ricerca ultimata e pubblicata, magari dopo anni. La rete consente subito di scambiarsi consigli, opinioni e punti di vista, in sostanza di arricchire il più possibile la ricerca.

Su internet non vi sono da una parte scrittori e dall'altra lettori, vi sono individui che interagiscono tra di loro e che al momento opportuno "si fanno" scrittori o lettori o illustratori o fotografi o critici o compilatori, ecc. Se dunque "Alfabetizzazione visiva" è stata una ricerca che si è concretizzata in forma di libro, e richiede ai sui utenti di esserne semplici lettori; "Grammatica della espressione visiva" vuole fin da subito fare appello alla intelligenza simultanea (non preoccupatevi se questo termine vi appare poco chiaro, più avanti ne parleremo a fondo!) degli utenti della rete, concretizzandosi in qualcosa di nuovo, che pur manifestandosi in scrittura, non si limiti a proporre in sequenza una serie di argomenti.

Perché UnDo.Net?

Perché, come ho raccontato in "Alfabetizzazione visiva", se noi oggi siamo in grado "articolare" le immagini, raggiungendo gradi di finezza espressiva paragonabili a quelli del linguaggio verbale, lo dobbiamo ad anni di esperimenti fatti dagli artisti d'avanguardia nel corso del Novecento.
L'importanza del lavoro degli artisti contemporanei non sta nella qualità degli oggetti da loro creati, ma sta nella scoperta di nuove modalità di espressione o rappresentazione. Le opere d'arte contemporanea non hanno un valore materiale ma hanno un valore in termini di conoscenza.

UnDo.Net è stato il primo gruppo italiano ad aver costruito un "luogo" dove l'arte viene fruita in termini di conoscenza (non di possesso materiale). Su UnDo.Net l'arte non si compra, non si vende, non si tocca, ma si conosce e si interagisce con essa. UnDo.Net è un archivio, il più antico archivio on line italiano d'informazione sull'arte; UnDo.Net è una rivista specializzata, perché è piena di contributi di critici, artisti, scrittori, ecc. sull'arte; UnDo.Net è una piattaforma interattiva, perché i lettori, appassionati e non, possono interagire con gli addetti ai lavori; UnDo.Net è un luogo espositivo, perché vi sono "esposti" integralmente opere di artisti italiani ed internazionali, specialmente quel tipo di opere, come fotografie e video, che si prestano ad una fruizione via monitor.
Ma UnDo.Net è tante altre cose che non possono essere categorizzate entro definizioni e concetti di cose inerenti all'arte che esistevano prima della "rivoluzione informatica".
Credo che UnDo.Net sia il luogo ideale per costruire qualcosa di nuovo… che ancora non esiste! Qualcosa che consenta alla ricerca artistica di proiettarsi verso il futuro (in un momento in cui, tra l'altro, l'arte si vende sempre meno!): un territorio cui attingere innovazioni in termini di espressione visiva.

Tutto quanto verrà scritto e realizzato in questo progetto è proprietà mia e di UnDo.Net. Si tratta di contenuti "aperti", che hanno una licenza "Creative Commons": chiunque avrà il diritto di copiare, incollare, utilizzare e disporre di quanto realizzato per scopi di divulgazione e didattica, a patto però che ne venga sempre citata la fonte. Per qualsiasi utilizzazione dei contenuti proposti per scopi di lucro, invece, si dovrà fare esplicita richiesta al sottoscritto e a UnDo.Net, che ne valuteranno, di volta in volta, i termini e le condizioni.

Marco Izzolino
mizzolino@libero.it
Un mese prima di compiere 3 anni Marco Izzolino è stato indotto dai sui genitori a visitare il Prado in cambio di un gelato a fine museo.
Dopo due ore di visita gli era passata la voglia del gelato e non voleva più smettere di guardare quadri.
Da quel momento in poi i suoi genitori non lo hanno più capito...
Ora Marco Izzolino è uno storico dell'arte… e questo è l'unico dato certo!
Vi potrebbe fare l'elenco dei luoghi dove ha studiato, delle persone o delle istituzioni presso cui ha lavorato o con cui a collaborato… ma smettereste di leggere… sai che palle!
Ha conosciuto tanti artisti, galleristi, critici, curatori, direttori di museo, collezionisti; come molti ha "alloggiato" e si è "ubriacato"nel sistema dell'arte. Poi un giorno si è svegliato con un mal di testa più forte del solito, ha aperto la finestra e ha cominciato a osservare quello che accadeva fuori…

13 May 2012

Un'impotenza senza precedenti

La nostra è un tipo di società che non riconosce più alcuna alternativa a se stessa e di conseguenza si ritiene esente dal dovere di esaminare, dimostrare, giustificare (e ancor meno provare) la validità dei suoi assunti taciti ed espliciti. Ciò non significa, tuttavia, che la nostra società abbia soppresso (o è probabile che sopprima, prevedendo un grande sovvertimento) il pensiero critico in quanto tale. Né ha reso i propri membri reticenti (e ancor meno timorosi) a dargli voce. Semmai è vero il contrario: la nostra società - una società di liberi individui - ha reso la critica della realtà, la disaffezione verso ciò che è e l'esplicitazione di tale sentimento, parte al tempo stesso inevitabile e obbligatoria della vita di ogni singolo membro.

***

Abbiamo forse una maggiore predisposizione critica, siamo molto più audaci e intransigenti nella nostra critica di quanto lo fossero i nostri antenati nella loro vita quotidiana, ma la nostra critica è, per così dire, spuntata, incapace di incidere sulle nostre scelte inerenti la politica della vita. La libertà senza precedenti che la nostra società offre ai suoi membri è corredata (...) da un'impotenza senza precedenti.


12 May 2012

Una nuova asta per Amy Winehouse?


Certo che le trovano davvero tutte. E Amy Winehouse, una delle voci più erotiche e pungenti di questo primo decennio, non trova ancora pace. Dopo la Fondazione a lei dedicata (una fondazione nata dalla spinta dei genitori) e, tra le varie cose, dopo aver battuto all'asta (da Kerry Taylor Auctions, specializzata in moda vintage) l'abito di Back to black (43mila sterline) è la volta, ora, di un dipinto, Ladylike, firmato dal cantante e musicista inglese Peter Daniell Doherty (12 marzo 1979) – grande pubblicità per lui [che cerca, da tempo, di fare anche il pittore (la Cob Gallery di Camden di Londra ha ospitato, qualche tempo fa, una sua personale insignificante, On Blood: A Portrait of the Artist)], frontman della band The Libertines – e, appunto, l'indimenticabile cantante Amy Winehouse (14 settembre 1983 / 23 luglio 2011).
Peccato che il prognostico economico non sia stato dei migliori. L'opera difatti è stata venduta a poco meno di 35mila sterline rispetto alle stime: e cioè ben «15mila in meno rispetto alla fascia minima che era stata concordata» dalla casa d'aste londinese.




 

07 May 2012

Gillo Dorfles, ecco come ad es...

Ecco come ad es. un punto può diventare la matrice di un volto

05 May 2012

Apparizioni a Mezzogiorno. Artisti marchigiani d'oggi


Apparizioni a Mezzogiorno
Artisti marchigiani d'oggi
a cura di Antonello Tolve

artisti in mostra
Michele Carbonari / Giuliano Ciarloni / Marco Cingolani
Andrea Galdo / Marco Gatta / Veronica Gigli / Laura Paoletti
Mancinelli-Trobbiani / Stefano Teodori / Lucia Strippa

Archivio dell'Architettura Contemporaneaex Museo del Falso
Via Porta Elina / Salerno
dal 06 al 26 maggio 2012
dal martedì al sabato / ore 16.00-19.30

opening / domenica 06 maggio 2012 ore 19.30

In occasione della manifestazione Salerno Porte Aperte 2012, l'Associazione CAT / Corporazione delle Arti e delle Tecnologie, in collaborazione con il Comune di Salerno, l'Accademia di Belle Arti di Macerata e il MMMACMuseo Materiali Minimi d'Arte Contemporanea propone, negli spazi dell'Archivio dell'Architettura Contemporanea di Salerno, la mostra Apparizioni a Mezzogiorno. Artisti marchigiani d'oggi.

Apparizioni a Mezzogiorno delinea un viaggio proaireticoe dunque inevitabilmente discontinuo e lacunosonella creatività di alcuni artisti che, da angolazioni differenti e con diverse attitudini compositive, rappresentano, oggi, il nuovo scenario dell'arte marchigiana. Si tratta di un panorama visivo che intende evidenziare e annunciareattraverso l'elaborato di Michele Carbonari, Giuliano Ciarloni, Marco Cingolani, Andrea Galdo, Marco Gatta, Veronica Gigli, Laura Paoletti, Mancinelli-Trobbiani, Stefano Teodori, Lucia Strippaalcuni sentieri, alcune giovani e luminose apparizioni, appunto. Ma anche vivaci avvicinamenti ad una progettualità artistica che costruisce, a piccoli passi e con vivacità creativa, il nuovo che avanza.



02 May 2012