L’intervallo tra due note, la pausa che si estende tra due picchi
musicali, la struttura piena in cui il suono lascia assaporare la
propria eco e il proprio silenzio. Attorno a queste figure creative, a
queste scommesse e a questi discorsi legati ai paesi più rappresentativi
del buddismo Zen – il concetti di yūgen, per esempio –, Damir Očko
(Zagreb, 1977), costruisce, da tempo, un clima estetico che intreccia
il sentiero del visibile a quello dell’invisibile, lo spazio del vuoto (sunyata) a quello del pieno, il brano del silenzio a quello che silenzio non è. / http://www.alfabeta2.it/2012/11/07/figure-del-silenzio/
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