Dalla pittura alla scultura e, viceversa, dalla scultura alla pittura. E poi, ancora, dalla luce a quello che luce non è. Il lavoro proposto da Pietro Lista per gli spazi della galleria napoletana The ApArtMent / Contemporary Art segue un andamento visivo che fa del buio, della notte, dell'inquieto, del nero, della profondità illimitata in cui perdersi, il primo alito di una forma creativa che dialoga con i paesi dell'apparizione e dell'immaginazione, del sonno della ragione e del sogno. Di un sogno in cui le immagini sono presidiate, sorvegliate e disciplinate al fine di contenere entro limiti ben definiti un potere immaginifico pungente e spigoloso.
Legati, quasi ossessivamente, alla vuotitudine, i nuovi lavori messi in campo con Nero di Marte 44 (questo il titolo della sua nuova personale) rappresentano la riscoperta di spiragli silenziosi che illuminano a singhiozzi la scena della pittura per costruire un dialogo mancato. Uno spettacolo che fa dell'interruzione il primum movens della creazione.









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