23 June 2012

stopstopstopstopstop...



















19 June 2012

Giro giro tondo

Mentre le tragedie colpiscono l'Italia



e i nostri politici giocano con i destini del popolo



(c'è anche chi si incazza)

nessuno ricorda quanto è bello l'Art. 1

tuttavia il mondo gira e continuerà a girare...


Giro giro tondo
casca il mondo
casca la terra
tutti giù per terra.

 

NEON. La materia luminosa dell’arte è la prima grande mostra in Italia dedicata all'uso del neon

Valerio Rocco Orlando, Personale è politico, 2012, neon, courtesy Galleria Tiziana Di Caro, Salerno (it)

NEON. La materia luminosa dell’arte è la prima grande mostra in Italia dedicata all'uso del neon.


A cura di David Rosenberg e Bartolomeo Pietromarchi, la mostra è realizzata nell’ambito della partnership tra MACRO ed Enel in occasione del cinquantesimo anniversario dell’azienda. Ideata da David Rosenberg e co-organizzata con la Maison Rouge di Parigi, dove si è chiusa il 20 maggio 2012, in questa sua edizione NEON include circa settanta opere di oltre cinquanta artisti che hanno lavorato con il neon dagli anni quaranta a oggi, allestite secondo un percorso tematico che restituisce le diverse prospettive dalle quali gli artisti si sono confrontati con questo medium. 

Artisti in mostra: Chul Hyun Ahn, He An, Jean-Michel Alberola, Stephen Antonakos, Olivo Barbieri, Massimo Bartolini, Jean-Pierre Bertrand, Pierre Bismuth, Stefan Brüggemann, Marie José Burki, Pedro Cabrita Reis, Pier Paolo Calzolari, Maurizio Cattelan, John Cornu, Tim Davis, Cédric Delsaux, Laddie John Dill, Tracey Emin, Cerith Wyn Evans, Flavio Favelli, Spencer Finch, Dan Flavin, Claire Fontaine, Piero Golia, Douglas Gordon, Alfredo Jaar, Gyula Kosice, Joseph Kosuth, Brigitte Kowanz, Piotr Kowalski, Sigalit Landau, Bertrand Lavier, Marcello Maloberti, Mario Merz, François Morellet, Andrea Nacciarriti, Maurizio Nannucci, Moataz Nasr, Bruce Nauman, Valerio Rocco Orlando, Fritz Panzer, Anne e Patrick Poirier, Riccardo Previdi, Delphine Reist, Jason Rhoades, Paolo Scirpa, Jamie Shovlin, Keith Sonnier, Pascale Marthine Tayou, Tsuneko Taniuchi, Massimo Uberti, Bik Van Der Pol, Grazia Varisco, Vedovamazzei.

La mostra è accompagnata da catalogo, primo della nuova linea editoriale MACRO-Quodlibet — presentato in occasione della inaugurazione della mostra — con testi di Bartolomeo Pietromarchi, David Rosenberg, Luis de Miranda, e una conversazione di Bartolomeo Pietromarchi con Maurizio Nannucci.

15 June 2012

AFTERALL / Autotelico

AFTERALL - Autotelico
Dino Morra Arte Contemporanea

opening / mercoledì 20 giugno ore 18.30
dal 20/6/2012 al 21/9/2012








Dino Morra Arte Contemporanea è lieta di presentare Autotetico, la mostra personale del duo AFTERALL.
Il progetto inedito è frutto di un lavoro site-specific in cui il duo sperimenta l’utilizzo di differenti media spaziando dalla fotografia al video, dall’interferenza sonora all’installazione.
Da sempre impegnati in una profonda ricerca concettuale e teorica, guardando alla dualità di forma e funzione, AFTERALL indaga i disturbi del linguaggio e della comunicazione a partire dall’esercizio sul quotidiano.
Autotelico nasce da tre azioni private il cui compimento si risolve nella costruzione di uno spazio conoscitivo e percettivo indeterminato e, dunque, fine a se stesso. A partire dalla realizzazione di performances clandestine, generanti gemmazioni di realtà parallele, i due fratelli producono una comunicazione alternativa, minima, asettica e capace di restituire all’osservatore una traccia pura dell’esperienza vissuta.
Un segno grafico su un foglio di carta carbone e un nuovo gesto performativo, entrambi evocati attraverso il video, diventano i custodi del ricordo delle azioni realizzate. I flashback individuati dagli artisti non derivano da una memoria chiara, bensì scaturiscono da reminiscenze mediate e volutamente rielaborate al buio di una dimenticanza, in grado per questo di riattualizzarsi e rigenerarsi in nuovi sensi, resi manifesti grazie all’oggetto artistico.
La creazione di azioni distinte dalla prassi quotidiana diviene per AFTERALL la possibilità di esprimersi attraverso dei brusii di senso, intesi dagli artisti come un lessico non familiare, capaci di creare minime ostruzioni al linguaggio e alla comunicazione per l’osservazione di significanti altri.

AFTERALL duo artistico composto dai fratelli Silvia Viola Esposito (1975) ed Enzo Esposito (1977).


Dino Morra Arte Contemporanea
Via Carlo Poerio, 18. 80121 Napoli | F. 081 19571824 | M. 392 9420783
www.dinomorraartecontemporanea.eu | morra.dino@gmail.com

14 June 2012

Gli spazi della critica. Il dibattito teorico attraverso le mostre 1980-2010 / Anni Ottanta # 1


Nomadismo, strabismo, memoria e presenza del passato. Ma anche attraversamento, ricomparsa e ripetizione differente. O, ancora, felice ritorno ai recinti del linguaggio, della tradizione, della traduzione e del tradimento legittimo. Attorno a questi temi, negli anni Ottanta del Novecento, si apre una discussione incandescente che – sull'onda del postmoderno – disegna mappe teoriche, crea eventi, mostre esemplari, pensieri e giochi linguistici per ricostruire i programmi teorici della critica d'arte italiana ed internazionale.
I Nuovi Nuovi (1970) e il caso di Carlo Maria Mariani (1975) che permettono a Barilli di riaprire il dossier De Chirico. La Pittura Colta (1982) di Italo Mussa e l'Anacronismo (o pittura della memoria) messo in campo da Maurizio Calvesi. E poi l'Ipermanierismo inventato da Italo Tommasoni. Flavio Caroli che propone – dopo la Nuova immagine – l’etichetta del Magico Primario (1982). O la Nuova Maniera Italiana suggerita da Giuseppe Gatt e la via del Nuovo Futurismo individuata ancora da Barilli. Sono tutte mostre, saggi visivi, ipotesi teoriche nate per raccontare un fermento culturale che apre le strade ad un nuovo racconto dell'arte e della critica. All'interno di questo brano di storia Aperto '80, sezione della XXXIXa Biennale di Venezia stabilisce e segna, immediatamente dopo quel rapporto sul sapere con cui Lyotard evidenziava l'insorgere di una condition postmoderne, l'origine di un discorso che non solo guarda e oltrepassa le regioni (e le ragioni) artistiche degli anni Settanta del XX secolo ma sposta l'asse riflessivo sulla pluralità dei linguaggi, sulle tecniche e i materiali dell'arte. Così, dopo «il freddo del concettuale» (Trimarco), l'arte torna «dentro il riparo e il recinto del linguaggio», luogo in cui l'opera «diventa il momento di un funzionamento energetico che trova dentro di sé la forza dell'acceleramento e dell'inerzia» (ABO).
Con Aperto '80 non solo si assiste alla nascita di una sezione speciale dedicata agli artisti emergenti (una sezione che avrà altre importanti edizioni), ma anche all'apparizione e alla legittimazione, nel circuito della Biennale veneziana, dei cinque protagonisti della Transavanguardia italiana (Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino).
Ideata e curata da Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann per i Magazzini del Sale alle Zattere (Dorsoduro), Aperto indica, appunto, il passaggio ad una generazione che tratteggia i campi generali dell'arte e della critica immediatamente dopo la fine dei grandi racconti.
Un discorso, questo, che trova terreno fertile sul finire del 1979 quando Achille Bonito Oliva pubblica sulla rivista «Flash Art», un articolo intitolato La trans-avanguardia italiana. Un vero e proprio terremoto teorico che, nell'arco di pochissimo tempo e con una serie di mostre, scavalca tutte le varie definizioni postmoderne – Pittura Colta, Nuovi Nuovi, Magico Primario, Ipermanierismo, Nuova Maniera Italiana, Nuovo Futurismo e Anacronismo appunto – per porsi come centro gravitazionale di un discorso teso a evidenziare e attraversare i lineamenti generali dell'arte degli anni Ottanta.
Un programma che Bonito Oliva costruisce prima sul piano della teoria – L'ideologia del traditore (1976), i suoi prefissi teorici, la trinità dei termini che compongono l'indice, rimanda, assieme al successivo Passo dello strabismo (1978), ai principi della Transavanguardia – e poi, quasi a giocare d'attacco, lungo un vivacissimo succedersi di mostre pilota che impongono, via via, la Transavanguardia sul tavoliere planetario dell'arte e della critica.

10 June 2012

Ombra si tu (Canetti-Valente)



Ombra si tu / Canetti-Valente

Mo ca te si' cagnata anema e core,
dimme, che faccio cchiù vicino a te?
Si tu, 'o cchiù bellu suonno 'e chist'ammore,
nun ll'hè capito...che si' cchiù pe' me?
Pena ca mme daje pene...
Bene ca male si'...

Ombra,
pe' me si' n'ombra
ca, sculurita, va p''a strada soja...
Niente, pe' me si' niente...
E' nu capriccio chesta vita toja...
Si mm'hê lassato tu...
Chiagne?
Che chiagne a fá?
Piérdete...e va...

Si mo te dico na parola 'e bene,
tu nun mme siente e te ne ride 'e me!
Io sulo saccio 'o core ca tu tiene...
povero a chi s'affida 'mbraccia a te!
Vase...tante ne daje...
ma avvelenate só'!

Ombra,
pe' me si' n'ombra
..............................

Si pe' capriccio, si pe' gelusia,
te parla 'o core e pienze 'e turná a me...
Guarda ca n'ata è tutta 'a vita mia...
n'ata ca, forse, è cchiù sincera 'e te!
Bella...nun si' cchiù bella...
tutto hê perduto tu!


Ombra,
pe' me si' n'ombra
..............................