30 April 2013
29 April 2013
28 April 2013
24 April 2013
INCIAMPI E RICORDI
E poi lentamente, molto lentamente, dimentichi. Le persone, quelle che sembravano indelebili sbiadiscono a poco a poco. Dimentichi. Li dimentichi tutti quanti. Persino quelli che dicevi di amare e quelli che amavi veramente. Sono gli ultimi a scomparire. E una volta che hai scordato abbastanza, puoi amare qualcun altro (G. Zevin).
La voce a te dovuta
[XXXIX]
Il tuo modo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio. [...]
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Il tuo modo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio. [...]
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire, con domande, con carezze,
quella solitudine immensa, d'amarti solo io.
(Pedro Salinas)
Rionero in Vulture / Raffaele Ciasca
Ciasca, Raffaele. - Storico italiano (Rionero in Vulture 1888 - Roma 1975). Professore (dal 1923) di storia moderna nelle università di Messina, Cagliari, Genova e Roma. Esordì con L'origine del "Programma per l'opinione nazionale italiana" del 1847-48 (1916), per dedicarsi poi quasi esclusivamente a ricerche di storia economica: L'arte dei medici e speziali nella storia e nel commercio fiorentino dal sec. XII al XV (1927); Storia delle bonifiche del regno di Napoli (1928); Storia coloniale dell'Italia contemporanea. Da Assab all'Impero (1938, 2a ed., 1940); Il problema della terra (1963); Aspetti economici e sociali dell'Italia preunitaria (1973). Senatore democristiano nel 1948 e nel 1953. È stato presidente dell'Istituto italiano per la storia moderna e contemporanea (dal 1952); socio nazionale dei Lincei (1970).
23 April 2013
La verità
La Verità è ccom’è la cacarella,
che cquanno te viè ll’impito e tte scappa
hai tempo, fijja, de serrà la chiappa
e stòrcete e ttremà ppe rritenella.
5
E accusí, ssi la bbocca nun z’attappa,
la Santa Verità sbrodolarella
t’essce fora da sé dda le bbudella,
fussi tu ppuro un frate de la Trappa.
Perché ss’ha da stà zzitti, o ddí una miffa
10oggni cuarvorta sò le cose vere?
No: a ttemp’e lloco d’aggriffà ss’aggriffa.
Le bbocche nostre Iddio le vò ssincere,
e ll’ommini je metteno l’abbiffa?
No: ssempre verità: ssempre er dovere.
Giuseppe Gioacchino Belli / Roma, 11 febbraio 1833
che cquanno te viè ll’impito e tte scappa
hai tempo, fijja, de serrà la chiappa
e stòrcete e ttremà ppe rritenella.
5
E accusí, ssi la bbocca nun z’attappa,
la Santa Verità sbrodolarella
t’essce fora da sé dda le bbudella,
fussi tu ppuro un frate de la Trappa.
Perché ss’ha da stà zzitti, o ddí una miffa
10oggni cuarvorta sò le cose vere?
No: a ttemp’e lloco d’aggriffà ss’aggriffa.
Le bbocche nostre Iddio le vò ssincere,
e ll’ommini je metteno l’abbiffa?
No: ssempre verità: ssempre er dovere.
Giuseppe Gioacchino Belli / Roma, 11 febbraio 1833
Se il fiume fosse vino...
Mentre bevo mezzo litro,
de Frascati abboccatello,
guardo er muro der tinello
co’ le macchie de salnitro.
Guardo e penso quant’è buffa
certe vorte la natura
che combina una figura
cor salnitro e co’ la muffa.
Scopro infatti in una macchia
una specie d’animale:
pare un’aquila reale
co’ la coda de cornacchia.
Là c’è un orso, qui c’è un gallo,
lupi, pecore, montoni,
e su un mucchio de cannoni
passa un diavolo a cavallo!
Ma ner fonno s’intravede
una donna ne la posa
de chi aspetta quarche cosa
da l’Amore e da la Fede…
Bevo er vino e guardo er muro
con un bon presentimento:
sarò sbronzo, ma me sento
più tranquillo e più sicuro.
de Frascati abboccatello,
guardo er muro der tinello
co’ le macchie de salnitro.
Guardo e penso quant’è buffa
certe vorte la natura
che combina una figura
cor salnitro e co’ la muffa.
Scopro infatti in una macchia
una specie d’animale:
pare un’aquila reale
co’ la coda de cornacchia.
Là c’è un orso, qui c’è un gallo,
lupi, pecore, montoni,
e su un mucchio de cannoni
passa un diavolo a cavallo!
Ma ner fonno s’intravede
una donna ne la posa
de chi aspetta quarche cosa
da l’Amore e da la Fede…
Bevo er vino e guardo er muro
con un bon presentimento:
sarò sbronzo, ma me sento
più tranquillo e più sicuro.
(Trilussa)
22 April 2013
Quello che conta è... essere presenti
Eppure una segreta speranza mi è rimasta: che un giorno in un lontano futuro possano essere quotati, nella "borsa valori" della notorietà culturale, solo coloro che non diventeranno preda dei mass media, che non saranno quasi mai presenti alle pubbliche manifestazioni cultural-mondane, che eviteranno accuratamente le interviste, le tavole rotonde, i manifesti firmati... sicché il mezzo migliore per essere presi in considerazione dal grosso pubblico diventi proprio: quello di sottrarsi alle sue brame, ai suoi cerimoniali coatti, alle sue ingannevoli lusinghe (Gillo Dorfles).
21 April 2013
01 April 2013
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